Il Servizio Sanitario Nazionale è oggi sottoposto a pressioni strutturali profondamente diverse rispetto a quelle presenti al momento della sua istituzione nel 1978: transizione demografica, aumento della prevalenza delle patologie croniche, innovazione tecnologica, vincoli di finanza pubblica e crescente domanda di prossimità assistenziale.
L’intreccio tra esclusione sociale ed esclusione sanitaria rappresenta, oggi, una delle principali sfide per il Servizio Sanitario Nazionale e per i sistemi di welfare locali. La costruzione di reti territoriali integrate tra sanitario e sociale è necessaria perché l’esclusione sanitaria nasce e si alimenta dentro l’esclusione sociale; quindi, può essere realmente contrastata solo agendo contemporaneamente su salute, reddito, casa, lavoro, relazioni e diritti di cittadinanza.
L’Italia assiste meno di 300.000 anziani nelle strutture residenziali, a fronte di almeno 3 milioni che avrebbero bisogno di cure continuative. Un divario enorme che scarica il peso delle cure sulle famiglie, ignora le nuove tecnologie e produce oltre 200.000 posti letto abusivi in strutture nella quali l’assistenza è, di fatto, esclusivamente alberghiera ed incapace di rispondere ai bisogni sanitarie e riabilitativi degli ospiti.