La digitalizzazione può rendere la sanità più vicina, continua e personalizzata. Telemedicina, Fascicolo Sanitario Elettronico, dispositivi di monitoraggio, servizi domiciliari e piattaforme di comunicazione consentono di seguire le persone a casa o nei luoghi di prossimità, riducendo spostamenti evitabili, tempi di attesa e accessi impropri alle strutture. Per chi vive con una patologia cronica, per le persone fragili o con difficoltà motorie, poter ricevere assistenza senza interrompere la propria quotidianità significa migliorare concretamente la qualità della vita. In questa prospettiva, il digitale non allontana la cura: può renderla più presente, tempestiva e costruita intorno ai bisogni della persona.
L’Italia assiste meno di 300.000 anziani nelle strutture residenziali, a fronte di almeno 3 milioni che avrebbero bisogno di cure continuative. Un divario enorme che scarica il peso delle cure sulle famiglie, ignora le nuove tecnologie e produce oltre 200.000 posti letto abusivi in strutture nella quali l’assistenza è, di fatto, esclusivamente alberghiera ed incapace di rispondere ai bisogni sanitarie e riabilitativi degli ospiti.