La disabilità è una delle prove decisive per un servizio sanitario moderno: richiede accessi equi, percorsi assistenziali coerenti, continuità tra sanità e previdenza e un allineamento con le migliori pratiche europee.
L’Italia assiste meno di 300.000 anziani nelle strutture residenziali, a fronte di almeno 3 milioni che avrebbero bisogno di cure continuative. Un divario enorme che scarica il peso delle cure sulle famiglie, ignora le nuove tecnologie e produce oltre 200.000 posti letto abusivi in strutture nella quali l’assistenza è, di fatto, esclusivamente alberghiera ed incapace di rispondere ai bisogni sanitarie e riabilitativi degli ospiti.