La salute mentale rappresenta, oggi, una delle principali sfide di salute pubblica, coesione sociale e tenuta del Servizio Sanitario Nazionale. Il recente quadro dei dati conferma la pressione crescente sul sistema: nel 2024 i servizi specialistici hanno assistito oltre 845.000 persone, mentre gli accessi al Pronto Soccorso per problematiche psichiatriche hanno superato le 636.000 unità, con un incremento di circa il 10% rispetto all’anno precedente. Nello stesso tempo, la disponibilità di operatori resta insufficiente e diseguale, con effetti diretti su liste d’attesa, continuità assistenziale, domiciliarità e capacità preventiva.
L’intreccio tra esclusione sociale ed esclusione sanitaria rappresenta, oggi, una delle principali sfide per il Servizio Sanitario Nazionale e per i sistemi di welfare locali. La costruzione di reti territoriali integrate tra sanitario e sociale è necessaria perché l’esclusione sanitaria nasce e si alimenta dentro l’esclusione sociale; quindi, può essere realmente contrastata solo agendo contemporaneamente su salute, reddito, casa, lavoro, relazioni e diritti di cittadinanza.
Il Servizio Sanitario Nazionale è oggi sottoposto a pressioni strutturali profondamente diverse rispetto a quelle presenti al momento della sua istituzione nel 1978: transizione demografica, aumento della prevalenza delle patologie croniche, innovazione tecnologica, vincoli di finanza pubblica e crescente domanda di prossimità assistenziale.