Per molto tempo il cervello è stato presentato come un organo definitivamente formato una volta diventati adulti: la sua struttura era vista come qualcosa di sostanzialmente immodificabile se non da traumi e malattie. Oggi, sappiamo che non è così. Il cervello resta capace di adattarsi per tutta la vita: crea e modifica connessioni tra neuroni, cambia la forza delle sinapsi e, in alcune aree come l’ippocampo, può persino generare ed integrare nuovi neuroni funzionanti. Questi fenomeni sono alla base della plasticità cerebrale, il substrato della nostra capacità di rimanere flessibili, adattarci a contesti differenti e recuperare un equilibrio perduto in seguito ad avvenimenti stressanti o patologie.
L’arte e l’esperienza estetica hanno un impatto misurabile sulla salute e possono alleggerire il peso sulla sanità – in particolare quella territoriale – aumentando, assieme al benessere individuale, anche l’aderenza e la risposta alle terapie, la qualità dello stile di vita e delle relazioni, nonché contribuendo alla prevenzione delle malattie e dei disagi psicologici. Ma come misurare scientificamente questo impatto?