Per molto tempo il cervello è stato presentato come un organo definitivamente formato una volta diventati adulti: la sua struttura era vista come qualcosa di sostanzialmente immodificabile se non da traumi e malattie. Oggi, sappiamo che non è così. Il cervello resta capace di adattarsi per tutta la vita: crea e modifica connessioni tra neuroni, cambia la forza delle sinapsi e, in alcune aree come l’ippocampo, può persino generare ed integrare nuovi neuroni funzionanti. Questi fenomeni sono alla base della plasticità cerebrale, il substrato della nostra capacità di rimanere flessibili, adattarci a contesti differenti e recuperare un equilibrio perduto in seguito ad avvenimenti stressanti o patologie.
Il cervello, in definitiva, come un muscolo, cresce e rimane sano se viene allenato. Ma anche il tipo di allenamento è importante e la stimolazione non deve essere ripetitiva ma varia e differenziata nel tempo.
Da secoli, non a caso, si sottolinea la coincidenza di interessi diversi nelle menti dei grandi pensatori – medicina, arte, matematica – o la correlazione positiva tra mente e stili di vita sani.
Oggi, però, la relazione tra movimento, alimentazione, stimoli intellettuali e plasticità cerebrale non è più solo fondata sull’intuizione; è, invece, un’evidenza scientifica e, come tale, può e deve cambiare l’approccio di salute pubblica.
Scopo di questo tavolo – riunendo scienziati, pensatori, filosofi, politici, medici del lavoro e esperti di arte – è concentrarsi sull’orizzonte della neuroestetica: la relazione tra bellezza e salute del cervello; e sulla sfida sanitaria di un cambiamento culturale che porti a considerare la percezione – il sole, una passeggiata, un momento di pausa, una mostra – come strategia di cura e benessere non solo in vacanza, ma anche a casa e sul lavoro e per l’intero corso della vita. Un cambiamento che può avere un impatto determinante sul trattamento e nella prevenzione di una vasta gamma di condizioni: dai difetti di apprendimento al burn-out, dalla degenerazione cognitiva alla depressione. Condizioni che pesano in maniera grave e crescente sulla salute e il benessere delle persone e sulla pressione alla quale è sottoposto il sistema assistenziale.