La Medicina di Genere si è, storicamente, concentrata sugli elementi biologici che determinano variazioni negli esiti e nell’efficacia di cure, diagnosi, interventi preventivi e trattamenti farmaceutici tra uomini e donne.
Al fianco del sesso, però, esistono molte altre differenze: biologiche e di contesto. L’età è la più diffusa, ma nel modo in cui le persone rispondono, accedono, percepiscono e aderiscono ai trattamenti e alle prestazioni socio-sanitarie hanno un impatto molto importante fattori come l’etnia e la cultura religiosa, l’organizzazione territoriale e la disponibilità finanziaria degli Enti Locali che la sovrintendono. Pesano, moltissimo, la geografia, il design urbano e la disponibilità di trasporti e la qualità di relazione con i sanitari oltre, ovviamente, all’istruzione e al reddito degli interessati e delle interessate.


Una persona su tre dopo i 45 anni è affetto da comorbidità. La prospettiva di una popolazione sempre più longeva affetta da cronicità sempre più prolungate mette in crisi il sistema di finanziamento del SSN.
Parallelamente, il costo sociale e personale di cronicità e del crescente numero di tumori in giovane età è altissimo e pesa ulteriormente su un Welfare state già in forte difficoltà.