Il tavolo va al cuore di una questione irrisolta nella sanità italiana: da una parte le aziende sanitarie spingono per ridurre l’entità dei premi assicurativi; dall’altra parte le poche compagnie assicurative che hanno la competenza sufficienti per operare nel mercato della responsabilità sanitaria indicano che i costi crescenti dei risarcimenti e la tendenza incrementale dei Tribunali nell’applicazione della Tabella Unica Nazionale riducono ulteriormente i loro margini di sostenibilità finanziaria.
Forse il principale obiettivo dell’impianto normativo, per un risparmio stimato di 10 mld di euro e un beneficio incalcolabile alla fiducia dei sanitari e al ristabilimento dell’alleanza terapeutica.
Sullo sfondo dei decreti attuativi della Legge Gelli-Bianco, come cambia la posizione delle aziende e delle Regioni in autoassicurazione? A fronte delle nuove tabelle di Milano, e in attesa delle tabelle nazionali, riuscirà la gestione del rischio ad arginare la spirale inflattiva dei risarcimenti?