Semplificando il lavoro dei professionisti e trasformando le infrastrutture tecnologiche da sistemi prevalentemente amministrativi a sistemi di cura, diranno, probabilmente, gli esperti di programmazione sanitaria raccolti a Welfair. Ma per farlo bisogna accettare che tecnologia non è mai neutra. Un sistema digitale che porta un vantaggio clinico-assistenziale, che fa lavorare meglio i professionisti attorno al paziente, è una buona innovazione. Altrimenti, è un ‘rumore tecnologico’ che duplica il lavoro e spreca le risorse. Per questo tutte le innovazioni che si vogliono introdurre debbono necessariamente essere validate da dati coerenti clinici e di sostenibilità economica.




Il tema del tavolo di lavoro dedicato all’accessibilità dei servizi sanitari digitali, vuole dedicare particolare attenzione alla necessità di garantire piena fruibilità, equità di accesso e partecipazione effettiva da parte di tutti i cittadini. SI manifesta l’esigenza di superare un approccio limitato alla sola conformità tecnica, promuovendo invece una progettazione dei servizi e delle loro interfacce IT orientata alla persona, attenta ai bisogni comunicativi, cognitivi, culturali e sociali delle fasce di popolazione maggiormente esposte al rischio di esclusione digitale. In termini generali valgono le considerazioni proposte dall’OMS relative all’accesso equo e partecipato compreso il meaningful engagement.
Specifico rilievo si vuole attribuire alle competenze nella Comunicazione Aumentativa e Alternativa, nell’interoperabilità dei sistemi, nell’impiego responsabile dell’intelligenza artificiale, nella promozione della patient advocacy, nella co-progettazione con gli utenti, professionisti e stakeholder istituzionali, nonché nella formazione degli operatori sanitari, tecnici e progettisti.
Gli obiettivi di fruibilità possono riguardare ambiti prioritari di intervento quali il Fascicolo Sanitario
Elettronico, i sistemi di prenotazione, la consultazione dei referti, la gestione del consenso informato, la telemedicina e la comunicazione nei luoghi di cura, nell’ambito di soluzioni multicanale e multimodali, sottoposte a verifica mediante indicatori di impatto e miglioramento continuo.