La tecnologia modifica i processi sanitari, non si limita ad automatizzare quelli esistenti. Questa comprensione è alla base del concetto di digital leadership: la capacità degli operatori sanitari di co-progettare consapevolmente il processo di innovazione tecnologica invece che riceverlo dall’alto. È, anche, lo specchio della complessità di un processo, quello di digitalizzazione, che richiede nuove competenze e consapevolezze negli utilizzatori, siano essi cittadini o sanitari. Ecco perché la formazione deve andare oltre le competenze tecniche nell’uso dei singoli programmi. Una tecnologia produce valore clinico e organizzativo solo quando le persone che devono utilizzarla possiedono la capacità di integrarla sinergicamente e attivamente nel loro orizzonte quotidiano.
In Italia, ogni anno, si registrano 53mila nuove diagnosi di tumore alla mammella che colpisce una donna su otto: il 30% di tutti i tumori femminili in Italia. 925mila pazienti sono in cura o sono state seguite da, approssimativamente, 256 Breast Unit e 194 centri di senologia attivi e formalmente riconosciuti sul territorio nazionale. La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è circa l’88%, tra le più alte in Europa. Nei casi diagnosticati precocemente, supera il 90%. Sono dati incoraggianti, ma non devono far dimenticare che, anche se la mortalità è in discesa da tempo, ogni anno muoiono tra le 13 e le 15mila donne.