La salute della donna non può più essere letta come una somma di bisogni clinici distinti, ma come un percorso continuo che attraversa fasi della vita profondamente diverse – infanzia, età fertile, maturità e menopausa – ciascuna caratterizzata da specificità biologiche, bisogni assistenziali e determinanti sociali propri.
Non si può parlare di salute di genere, né sanare l’esclusione o la violenza sulle donne se non si lavora per risolvere il gender gap: la radice della discriminazione. Oggigiorno, in sanità 7 operatori sanitari su 10 sono donne, ma meno di 3 su 10 occupano una posizione di leadership.