Il limite del modello attuale è considerare il FSE prevalentemente come un contenitore nel quale confluiscono documenti prodotti durante singoli episodi assistenziali. In questa configurazione il dato rimane frammentato, spesso non strutturato e difficilmente utilizzabile per orientare la presa in carico. Il salto di qualità consiste nel trasformare il Fascicolo in un’infrastruttura operativa attraverso la quale i professionisti possano: ricostruire rapidamente il quadro clinico del paziente; condividere informazioni tra diversi livelli assistenziali; individuare persone a maggiore rischio; programmare controlli e interventi; verificare l’aderenza ai percorsi; intercettare precocemente segnali di peggioramento.
Come far sì che l’FSE diventi lo strumento che è stato concepito per essere?
Il tavolo, riunendo esperti ed esperte a diversi livelli della filiera, si concentra su due aree fondamentali: rendere il profilo Sanitario Sintetico (PSS) redatto da MMG e pediatri di libera scelta un documento vivo e costantemente aggiornato; l’integrazione del FSE con le piattaforme delle Case della Comunità che consente alle équipe multidisciplinari (medici di medicina generale, infermieri di famiglia, specialisti) di fare medicina d’iniziativa secondo quando prescritto dal DM77 ed un utilizzo corretto dell’Intelligenza artificiale nelle cure primarie.