Roma Welfair

15 ottobre 2026
15 ottobre 2026
10:30-13:00
Spazio 7
Territorio come primo livello di cura

Che modelli funzionano davvero sul territorio?

Il Servizio Sanitario Nazionale è oggi sottoposto a pressioni strutturali profondamente diverse rispetto a quelle presenti al momento della sua istituzione nel 1978: transizione demografica, aumento della prevalenza delle patologie croniche, innovazione tecnologica, vincoli di finanza pubblica e crescente domanda di prossimità assistenziale.

 

Su un punto si registra un ampio consenso: la necessità di una riconfigurazione del modello organizzativo, con il rafforzamento dell’assistenza territoriale quale asse portante del sistema. Nel quadro delineato dal DM 77/2022 e dagli investimenti del PNRR, l’evoluzione delle Case della Comunità e il tema critico dell’accesso (in particolare la gestione delle liste di attesa) pongono al centro una ridefinizione del ruolo della medicina generale. Il MMG è chiamato a transitare da una funzione prevalentemente reattiva a una proattiva e di presa in carico, integrando attività di prevenzione, gestione della cronicità e utilizzo appropriato di tecnologie diagnostiche di primo livello. In tale contesto, si apre una riflessione cruciale sui modelli di acquisizione, governance e diffusione delle tecnologie ambulatoriali, nonché sulla loro integrazione nei percorsi assistenziali territoriali.
Parallelamente, l’aumento della complessità clinica legata alla multi-morbilità e alla poli-terapia evidenzia il ruolo strategico della farmacologia clinica e della revisione sistematica delle
terapie. La gestione appropriata dei trattamenti farmacologici, soprattutto nella popolazione anziana, diventa elemento chiave per prevenire eventi avversi, preservare la funzionalità degli organi e migliorare gli esiti di salute, richiedendo un’integrazione più stretta tra medicina generale, specialistica e servizi farmaceutici.
In un contesto caratterizzato da crescita dei bisogni, rigidità delle risorse e necessità di garantire sostenibilità, la sfida condivisa riguarda la progettazione e l’implementazione di un modello di sanità territoriale realmente integrato, capace di coniugare prossimità, appropriatezza, continuità assistenziale ed efficienza. Il PNRR rappresenta un’opportunità senza precedenti, ma impone al contempo tempi stringenti e una forte capacità di governance multilivello.
È tuttavia proprio su questo terreno che il consenso si arresta e si moltiplicano le esperienze locali, spesso eterogenee per assetti organizzativi, modelli professionali e strumenti operativi. Da qui la domanda che orienta il tavolo di Welfair: quali modelli di assistenza territoriale hanno finora dimostrato maggiore efficacia in termini di accessibilità, qualità e sostenibilità? Quali fattori abilitanti (organizzativi, professionali, tecnologici, finanziari) ne hanno
determinato il successo? Come è possibile valorizzare e integrare queste esperienze all’interno del network territoriale delineato dal DM 77, evitando frammentazioni e favorendo la scalabilità delle buone pratiche? Il sistema che stiamo costruendo risponde ai bisogni presenti e futuri del Paese?
A queste domande saranno chiamati a rispondere medici di medicina generale, farmacologi clinici, economisti sanitari e decisori pubblici, con l’obiettivo di individuare elementi concreti di
convergenza verso un modello operativo replicabile, in grado di orientare l’evoluzione della sanità territoriale nei diversi contesti regionali.
Coordinato da
Pier Luigi Bartoletti
Vicesegretario nazionale vicario Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG)
Relatori
Alessandra Balestrazzi
Presidente Associazione Italiana Medici Oculisti (AIMO)
Silvia Barbieri
Direttore FF Comunicazione Azienda Usl Piacenza
Tommaso Barnini
Vicesegretario FIMMG Firenze
Francesco Enrichens
Esperto Agenas