L’intreccio tra esclusione sociale ed esclusione sanitaria rappresenta, oggi, una delle principali sfide per il Servizio Sanitario Nazionale e per i sistemi di welfare locali. La costruzione di reti territoriali integrate tra sanitario e sociale è necessaria perché l’esclusione sanitaria nasce e si alimenta dentro l’esclusione sociale; quindi, può essere realmente contrastata solo agendo contemporaneamente su salute, reddito, casa, lavoro, relazioni e diritti di cittadinanza.
L’aumento delle fragilità economiche incide direttamente sull’accesso alle cure: secondo dati recenti, oltre il 7% della popolazione rinuncia a prestazioni sanitarie per motivi economici o legati alle difficoltà di accesso, percentuale che cresce sensibilmente tra le fasce più vulnerabili. A questo si aggiunge l’incremento delle persone in condizioni di marginalità estrema, con oltre 96.000 senza dimora censiti in Italia, spesso esclusi dai percorsi di presa in carico.
In questo contesto, emerge la necessità di ripensare modelli organizzativi e operativi capaci di intercettare nuovi bisogni sanitari legati alla fragilità sociale. Il rafforzamento dell’integrazione tra servizi sanitari, sociali e terzo settore diventa un elemento strategico per costruire risposte efficaci e sostenibili. La discussione si concentrerà su come sviluppare reti territoriali in grado di individuare e accompagnare le persone “invisibili” – migranti, anziani soli, persone senza dimora – verso percorsi di cura continuativi. Obiettivo del tavolo è delineare proposte operative per modelli integrati di presa in carico, capaci di ridurre le disuguaglianze e rafforzare l’equità di accesso ai servizi.