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6 novembre 2024
Spazio 1
GovernancePersoneSostenibilità finanziaria

Prevenzione obbligatoria e sostenibilità: siamo pronti al nuovo paradigma del S-SSN? 

Il Servizio sanitario deve cambiare se vuole salvaguardare i propri valori originali. La realtà nella quale opera è radicalmente diversa rispetto a quando fu fondato oltre 40 anni fa

Il Servizio sanitario deve cambiare se vuole salvaguardare i propri valori originali. La realtà nella quale opera è radicalmente diversa rispetto a quando fu fondato oltre 40 anni fa. Il successo nella gestione delle cronicità e nelle cure, unita alla diminuzione delle nuove nascite, ha reso il nostro Paese uno dei più “vecchi” al mondo, con una quota di ultrasessantacinquenni che, secondo le previsioni ISTAT, nel 2050 sarà pari al 35% della popolazione.   

Già ora l’80% delle risorse è destinato al 25% della popolazione. Non è sostenibile sul lungo periodo.   

Il concetto di prevenzione obbligatoria prevede una responsabilità, da parte delle ASL, di predisporre screening regolari per le principali malattie croniche ed oncologiche e, da parte del cittadino, di sottoporsi con regolarità ai controlli proposti.   

L’idea di Servizio Socio-Sanitario Nazionale nasce dalla constatazione che salute e inclusione sociale sono sempre più una funzione dell’altra ed è opportuno intrecciare una relazione proattiva con Enti locali e Terzo Settore per rispondere ai nuovi bisogni di assistenza.  

Entrambe questi piani richiedono risorse che possono essere trovate (quasi) esclusivamente all’interno del SSN stesso. Come? 

Coordinato da
Marco
Silano
Dirigente di Ricerca, Direttore Dipartimento Malattie Cardiovascolari, Endocrino-mataboliche ed Invecchiamento - Direttore ff Centro Nazionale Malattie Rare - Istituto Superiore di Sanità
Relatori
Beatrice
Lorenzin
Deputato, Partito Democratico
Pier Luigi
Bartoletti
Vicesegretario nazionale vicario FIMMG
Angelo
Aliquò
Direttore generale dell'Azienda ospedaliera San Camillo Forlanini