Roma Welfair

15 ottobre 2026
15 ottobre 2026
10:30-13:00
Spazio 6
Filiera e impatto del biotechGovernance

Chirurgia robotica: dati per creare consenso, il consenso per creare reti e integrazione

Nella pianificazione sanitaria il dibattito attorno alla robotica chirurgica è stato, per anni, dominato dalla tensione dialettica tra innovazione e sostenibilità che si è tradotta nella domanda fondamentale: i benefici giustificano i costi? Non più. Dalla prostatectomia radicale alla nefrectomia parziale, fino ad alcuni interventi ginecologici e colorettali la letteratura mostra benefici concreti della chirurgia robotica: meno sanguinamenti, degenze più brevi, minori complicanze intra e post-operatorie, un recupero più rapido rispetto alla chirurgia open e, in misura minore, a quella laporoscopica.
Anche la spesa iniziale, negli ultimi due anni, si è ridotta significativamente grazie all’ingresso sul mercato di un numero crescente di attori competitivi sia dal punto di vista delle prestazioni che dei costi. La chirurgia robotica ha ancora bisogno di investimenti inziali, formazione e volumi operatori adeguati, ma sempre meno è giustificato inquadrarla nella semplice ratio tra spesa e numero di interventi. Ad emergere, invece, è la possibilità di un cambio di paradigma nella gestione dell’intero percorso chirurgico; un investimento di sistema la cui sostenibilità va valutata non solo alla luce degli esiti, ma anche della riduzione dei costi sanitari e sociali di medio e lungo periodo.
La domanda fondamentale, perciò, cambia: non più se la robotica sia o meno il futuro della chirurgia, ma come questo il futuro della chirurgia integrerà la robotica a tutti i livelli, quali interventi ‘assegnare’ alle diverse tecniche chirurgiche e come gestire i diversi livelli di complessità all’interno di reti territoriali integrate e sinergiche.
L’NHS England prevede di passare da 70mila a 500mila interventi di chirurgia robotica nel 2035 con 9 prestazioni mininvasive (keyhole surgeries) su 10 effettuate con l’assistenza dei robot.
In Italia la discussione è molto più contenuta; come se la chirurgia robotica appartenesse ancora ad una nicchia. E questo è esattamente il punto dal quale partire. È il momento di una discussione aperta, ad ampio raggio e basata sull’evidenza tra chirurghi, amministratori sanitari, decisori e aziende sull’impatto delle robotiche nella pianificazione sanitaria; sulla relazione tra “mente” e “mano” chirurgica; sull’analisi complessa dei costi, e su come integrare innovazione e chirurgia a tutti i livelli dell’assistenza sanitaria.
Coordinato da
Livio De Angelis
Direttore Generale IFO