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Roma Welfair

14 ottobre 2026
14 ottobre 2026
14:30 - 17:00
Spazio 8
Sicurezza

Strumenti concreti per arginare il diffondersi delle ICA e ridurre il loro impatto sul perimetro di responsabilità della struttura sanitaria

Secondo l’OMS In Europa le ICA sono responsabili, ogni anno, di circa 16 milioni di giornate di degenza aggiuntive, 37.000 decessi e 110.000 decessi per i quali l’infezione è una concausa. I casi in Italia sono oltre mezzo milione con un’incidenza più alta dell’Europa e un trend sostanzialmente stabile. Il fenomeno non è solo una minaccia alla salute di pazienti e residenti delle strutture assistenziali. La probabilità delle ICA aumenta il rischio sanitario di qualsiasi intervento chirurgico o diagnostico invasivo e indebolisce la solidità finanziaria del sistema salute dato che, al crescere delle infezioni, di allarga il perimetro di responsabilità delle strutture sanitarie.

Ciò è particolarmente vero dopo la sentenza della Corte di Cassazione. 13 giugno 2023, n. 16900, nota come sentenza “Travaglino” che ha confermato come, in caso di richieste di risarcimento per infezioni nosocomiali, l’onere della prova gravi sulla struttura sanitaria. In particolare, quest’ultima deve indicare i protocolli e le linee guida seguiti nel caso concreto per limitare il rischio infettivo, nonché fornire prova dell’effettiva esecuzione delle attività preventive, anche sotto il profilo temporale. Come confermato anche dalla giurisprudenza di merito più recente (vedi per esempio Tribunale di Bologna sentenza n. 2736 del 27 ottobre 2025) la struttura deve dimostrare non solo l’esistenza di protocolli o buone pratiche per la gestione del rischio infettivo, ma anche la loro effettiva applicazione nella fattispecie concreta.
Che strumenti, tecnologici, legali e organizzativi esistono per arginare il rischio sanitario lato paziente e tutelare strutture e dirigenti dal punto di vista della responsabilità civile?
Il tavolo a Welfair ha un approccio operativo che integra pratiche di eccellenza già in essere nell’orizzonte della sanità italiana e competenze specialistiche – giuridiche, tecnologiche e di gestione del rischio – per presentare ai decisori della sanità delle azioni concrete e già ora applicabili per arginare diffusione ed impatto delle Infezione Correlate all’Assistenza.
Coordinato da
Francesco Randazzo
Dirigente Medico Azienda Sanitaria dell’Alto Adige
Relatori
Arcangelo Correra
Direttore Ufficio Formazione ASL CASERTA
Roberto Corsi
Direttore UOC Qualità e rischio clinico ASL Roma
Federica D'Agostino
Direttore UOC Epidemiologia, sede Formazione Aziendale - Azienda Ospedaliera di Caserta "Sant'Anna e San Sebastiano"
Antonella Maisto
Direttore UOC Formazione e Qualità Azienda San Giovanni Di Dio e Ruggi D’Aragona – Salerno
Marcello Meledandri
Coordinatore del Gruppo Tecnico Operativo (GTO) della Commissione per la Prevenzione e il Controllo delle Infezioni Correlate all'Assistenza (CCICA) della ASL Roma 1
Anna Teresa Palamara
Direttrice del Dipartimento di Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS); Professoressa ordinaria di Microbiologia e Microbiologia Clinica
Marco Ranieri
Professore Ordinario Dipartimento Di Medicina Di Precisione E Rigenerativa E Area Jonica Università degli Studi di Bari Aldo Moro
Giancarlo Ripabelli
Professore ordinario di Igiene generale e applicata, Dipartimento di Medicina e di Scienze della Salute, Università degli Studi del Molise, Segretario nazionale SIMPIOS
Daniela Sagarese
Ceo Itlav, Ingegnere Civile Struttirista, esperta in Sicurezza luoghi di lavoro, Tesoriere Ordine Ingegneri Provincia di Salerno
Aristide Tortora
Direttore Sanitario Aziendale dell'A.O.R.N. San Giuseppe Moscati di Avellino