Il PNRR e le numerose iniziative sviluppate a livello nazionale e regionale hanno generato un patrimonio molto ricco di sperimentazioni nell’ambito dell’assistenza territoriale. Il rischio, tuttavia, è che questo patrimonio si disperda o rimanga confinato nei territori e nelle organizzazioni che lo hanno prodotto, senza tradursi in un cambiamento strutturale dei percorsi di cura.
Ancora più rilevante è capire se e come le singole innovazioni possano essere integrate in maniera armonica, contribuendo a modelli di rete e continuità tra ospedale, territorio e domicilio.
Ciò è particolarmente importante per le persone con patologie croniche, multi morbilità, fragilità o bisogni assistenziali complessi – che richiedono percorsi personalizzati e un coordinamento stabile tra medici di medicina generale, specialisti, infermieri, professionisti sanitari, servizi sociali e caregiver.
Il confronto prenderà in esame le esperienze più significative di presa in carico integrata della cronicità, telemonitoraggio, domiciliarità avanzata, dimissioni protette, stratificazione dei bisogni, integrazione sociosanitaria e gestione dei percorsi per patologie rare e complesse. Una particolare attenzione sarà dedicata alla capacità della telemedicina di entrare stabilmente nei PDTA e nei piani assistenziali individuali, evitando che rimanga una prestazione isolata o una sperimentazione parallela ai servizi ordinari.
L’obiettivo è individuare meccanismi concreti di scaling-up e policy learning: trasformare le evidenze prodotte dalle sperimentazioni in procedure, competenze, modelli di finanziamento, strumenti di programmazione e standard organizzativi, affinché l’innovazione non dipenda più dal singolo progetto, ma diventi parte ordinaria e misurabile dei percorsi assistenziali.