Evidenza scientifica ed esperienza sul campo individuano in sport, attività fisica e movimento strumenti essenziali di salute pubblica, prevenzione, invecchiamento in salute e inclusione sociale. I beneficiari includono pressocché l’intero spettro della popolazione – bambini, adolescenti, adulti anziani, pazienti cronici, persone con disabilità o altrimenti svantaggiate – e per ragioni diverse e complementari: di salute, di benessere psicologico, di relazione sociale ed emotiva etc. Lo sport in particolare porta una serie di benefici che non si esauriscono nell’attività fisica ma comprendono anche il rispetto dell’avversario, il gioco di squadra, la generazione di autostima, il contrasto al bullismo, il confronto l’accettazione dei limiti, la spinta a vivere una vita il più normale possibile e tante altri impatti che fanno dello sport un vettore di inclusione e di qualità della vita, e non solo di salute, per i giovani affetti da disabilità più che per ogni altra categoria. Per queste ragioni è particolarmente importante promuovere la diffusione sport e movimento in tutte le fasce d’età e contrastare, parallelamente il drop out sportivo adolescenziale.
Ma come governare questa moltitudine di target e impatti in una strategia coerente? Come sincronizzare e creare consenso e unità d’azione tra i tanti stakeholder coinvolti tra i quali figurano prominentemente: istituzioni, decisori pubblici, medici dello sport e attori sanitari e socio-sanitari, associazioni sportive e referenti del Terzo Settore.
Il tavolo che li riunisce a Welfair è costruito per analizzare e sviluppare proposte concrete di welfare territoriale che integrano sanità, sport e comunità, capendo come armonizzare il ruolo di Enti Locali, ASL, Scienza e Società Civile ed includere lo sport nei percorsi socio-sanitari e nelle politiche per la salute e il benessere.