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Prof. Duccio Cavalieri

Professore Associato presso il Dipartimento di Biologia presso l’Università degli Studi di Firenze

Ricercatore di Prima Fascia e Coordinatore di Dipartimento di Biologia Computazionale del Centro di Ricerca e Innovazione (CRI) della Fondazione Edmund Mach (FEM), San Michele all’Adige, Trento, dal 01/04/2012 al 31/03/2015. Cavalieri ha mostrato fin da giovane un elevata capacità di reperimento risorse e dinamicità.

Nell’ambito della sua attività professionale Cavalieri ha anche avuto esperienza come consulente per le seguenti aziende e istituti di ricerca nel settore delle biotecnologie microbiche e genomica microbica: ArteFir, Bio-SFIR, Consorzio Catania Ricerche, e Istituto Tumori di Genova, Fondazione Edmund Mach, UNIFARM Trento.

Cavalieri si è distinto a livello nazionale e internazionale per l’applicazione di metodi di genomica integrata, “Systems Biology”, per lo studio dell’evoluzione dei genomi microbici e delle piante. Cavalieri è stato il primo ad applicare i DNA microarrays allo studio della variabilità in popolazioni di lieviti delle specie Saccharomyces cerevisiae e Saccharomyces bayanusnella risposta allo stress da fonti di azoto e all’esposizione alle basse temperature, l’uso del lievito S. cerevisiaecome modello ha consentito la comprensione di meccanismi responsabili dell’evoluzione del genoma di piante e batteri, la scoperta del meccanismo di azione di farmaci antitumorali e di inibitori naturali della crescita, la comprensione delle reti di segnalazione della disponibilità e qualità di nutrienti e del loro ruolo in processi di morfogenesi in procarioti ed eucarioti. L’ attività di ricerca di Cavalieri ha prodotto un totale di 160 pubblicazioni di cui 100 articoli su riviste indicizzate, citate oltre 4300 volte, con un H index rispettivamente di 25 (scopus e ISI) e 31 (Google Scholar).

Venerdì 25 Settembre – Welfair Plenary
12.00 – 13.35
Tavola Rotonda

Biodiversità del suolo e nuove tecnologie per lo studio del microbiota

In circa 200g di terra si possono trovare circa 0,5g di organismi viventi, molti dei quali invisibili ad occhio nudo e in questa enorme biomassa vivente, detta “biota”, tale infinità di organismi viventi svolge innumerevoli compiti essenziali per la vita del nostro pianeta. Il microbiota della rizosfera è in grado di cooperare con la pianta nell’acquisizione di elementi minerali dal terreno e di difendere le radici da potenziali parassiti. In un continuo parallelo con le scienze mediche, dove la gestione del microbiota gastrointestinale è ormai parte della medicina personalizzata, una sempre più profonda conoscenza del microbiota della rizosfera potrebbe portare ad un’ “agricoltura personalizzata”. Inoltre recenti sviluppi delle tecniche di sequenziamento dei genomi e degli strumenti di analisi informatica stanno permettendo agli scienziati a dettagliare quali specie compongono il microbiota della rizosfera, che tipo di funzioni benefiche essi sono in grado di esercitare, quali fattori agronomici influenzano queste attività l’effetto che questo Microbioma ha sulla salute umana.

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