La trasformazione dell’assistenza territoriale richiede un investimento profondo e coordinato sulle competenze. Le strutture e gli strumenti previsti dalle riforme in corso — Case della Comunità, Ospedali di Comunità, ADI, Centrali Operative Territoriali, telemedicina e nuovi modelli distrettuali — possono generare valore solo se sostenuti da una formazione capace di rendere operativi nuovi ruoli, responsabilità condivise e modalità di lavoro integrate.
In questa prospettiva, la formazione sanitaria deve articolarsi attorno a tre cardini fondamentali.
Il primo è la tecnologia, intesa non come semplice dotazione strumentale, ma come leva per aumentare prossimità, capacità di monitoraggio, qualità dei dati e continuità dei percorsi.
Telemedicina, telemonitoraggio, Fascicolo Sanitario Elettronico, dashboard e piattaforme digitali richiedono professionisti in grado di usare i dati in modo appropriato, comunicare anche a distanza, ridurre le disuguaglianze digitali e trasformare l’innovazione in valore clinico e organizzativo.
Il secondo cardine è l’integrazione socio-sanitaria. La presa in carico di cronicità, fragilità, disabilità, salute mentale, non autosufficienza e marginalità non può essere governata da competenze separate.
Servono percorsi formativi congiunti tra sanità, servizi sociali, Comuni, Terzo settore, privato accreditato e comunità locali, capaci di costruire linguaggi comuni, responsabilità condivise, strumenti operativi integrati e una reale cultura della coprogettazione.
Il terzo cardine è il governo dei percorsi e della continuità assistenziale. I distretti e le reti territoriali devono diventare piattaforme capaci di coordinare setting domiciliari, ambulatoriali, intermedi, residenziali e ospedalieri. Questo richiede competenze di management territoriale, governo dei PDTA, valutazione delle performance, leadership distribuita e change management.
La tavola rotonda intende mettere a confronto attori e attrici della filiera sanitaria per individuare proposte concrete su come formare professionisti, équipe e organizzazioni capaci di dare sostanza alla prossimità: non solo nuovi servizi sul territorio, ma un nuovo modo di governarli insieme.